giovedì 25 giugno 2015

Premiazioni concorso Giralibro 2014-15

Vincitori interni del concorso  “Caro amico di carta” promosso  dal Giralibro per il 2014-2015

Premesso che la Commissione giudicatrice ha adottato il criterio di non premiare chi già negli anni precedenti si era distinto nel concorso del “Giralibro”, per dare ad altri la stessa opportunità, ha ora individuato i seguenti alunni: Melato Simone I A, Altoviti Federica II E, Soranzo Manuel III A. 



Melato Simone ha scritto al protagonista del libro di John Boyne Il bambino con il pigiama a righe
Motivazione: ha saputo cogliere al meglio il messaggio dell'autore esprimendosi in modo lineare e corretto.

Caro Bruno,
leggendo il libro, mi ha colpito il fatto che hai oltrepassato il reticolato nonostante l’ambiente che avevi davanti,  che non era molto bello: persone vestite strane, tutte uguali, magre e poi tua sorella ti aveva detto che erano ebrei e tu non dovevi avere a che fare con quella razza.
Ma dal punto di vista umano hai fatto la cosa giusta; hai conosciuto un amico diverso da te, ma a cui da subito hai voluto bene e anche lui a te, poverino aveva fame e tu gli hai portato da mangiare di nascosto, rischiando di essere scoperto.
Non scorderò mai quando gli hai detto che saresti partito… lui si è rattristato e tu per non fargli male gli hai promesso che prima lo avresti aiutato a ritrovare il suo papà.
Sei un grande!!!!!non so se io sarei stato capace di fare come te, se ne avessi avuto il coraggio, probabilmente avrei avuto paura, sicuramente sì. Ti ammiro perchè quando racconti le cose non vedi il male, ma sempre il bene, per esempio tu eri sicuro che oltre il reticolato le persone vivessero felici, si incontrassero alla sera fuori e i bambini giocassero tutti assieme.
Sarebbe bello vivere sempre senza cattivi pensieri forse saremo tutti più buoni; mi hai dato un grande insegnamento e cioè che per un amico non si pensa a quello che può succedere dopo, ma a quello che è importante fare per renderlo felice.
Caro amico mio, mi hai fatto venire i brividi quando racconti che tu e Shmuel, dentro il campo, stavate cercando il papà suo, ma vi siete trovati dentro una stanza enorme assieme a tanti altri e qui la porta si è chiusa per sempre lasciandovi in un buio totale; tu non hai mai lasciato la mano di Shmuel, anzi la stringevi con forza. Ecco l’amore di un amico vero che non ti abbandonerà mai!!!!!!!!!!


Altoviti Federica ha scritto all'antogonista del libro di Beppe Forti Un giocattolo di nome Marco 
Motivazione: per aver saputo "vedere" oltre le apparenze e cogliere il motivo profondo di un disagio che tanto dolore ha provocato, esprimendosi con proprietà di linguaggio. 

Caro Corrado,
sono Federica, credo che tu mi picchierai dopo quanto sto per dirti, ma non posso farne a meno. Lo so che tu hai una tua testa per pensare e capire ciò che è giusto, ma adesso la situazione sta degenerando e credo di doverti dare un consiglio. Stai esagerando, Marco sta soffrendo, non lo vedi? Ha patito molto per il cambio della scuola, per la separazione dai suoi amici; per lui è stato molto difficile già questo, figurati se quando varca i cancelli della scuola viene preso in giro, accusato di cose che non ha fatto, picchiato e soprattutto messo in condizioni di sentirsi a disagio per la diversità sua e della sua famiglia, cosa deve provare! Pensaci Corrado! Di certo adesso avrai detto: “ma di che s’impiccia questa ficcanaso”. Io so di te una cosa che nemmeno i tuoi migliori amici, Carlotta, Valerio e Diego sanno, una cosa che spiega il motivo del tuo comportamento. Un giorno mentre stavo camminando vicino a casa tua ho sentito delle urla e dei pianti, tra quelle urla ho riconosciuto subito le tue e poi altre di tono più basso che forse erano di tuo padre, poi quello che ho visto ha spiegato tutto: tu che piangevi, mentre tuo padre ti tirava forti schiaffi e pugni. In quel momento ho rivisto la stessa scena di quando tu picchi Marco o Irina. Ci provi così tanto gusto a maltrattarli? E’ così bello prendersela con i più deboli? Secondo me no.
Federica
P.S.
Ah dimenticavo! Volevo dirti che se magari provassi a diventare amico di Marco, potreste parlare insieme delle vostre paure, dei vostri pensieri, perché in fondo siete uguali nella diversità.


Soranzo Manuel ha scritto al protagonista
del libro di Emis Killa Bus 323. Viaggio di sola andata
Motivazione: ha scritto un testo originale da cui si evince il desiderio di comprendere a fondo il personaggio che ammira, non limitandosi a considerare solo ciò che subito piace.

Caro amico Emiliano o Emis Killa,
sono Manuel, un ragazzo di tredici anni, mi piace ascoltare la musica soprattutto quella rap e sono un tuo grande fan. Quest’ estate mia cugina mi ha fatto ascoltare alcune tue canzoni che mi sono piaciute subito, così un giorno ho detto a mio nonno che mi sarebbe piaciuto avere il tuo disco che si chiama “Mercurio” e lui mi ha fatto una sorpresa e me l’ha comperato. Io ero molto entusiasta di averlo e ho cominciato subito ad ascoltarlo in macchina, mio papà non ne poteva più da quante volte l’avevo ascoltato, perché non gli piace questo tipo di musica. Io invece penso che tu sia un rapper fantastico e ogni volta che ascolto una canzone del tuo disco trovo sempre qualcosa di nuovo. A Natale ho chiesto come regalo il tuo libro che si chiama “Bus 323”. Ho cominciato a leggerlo alla vigilia di Natale e l’ho finito domenica scorsa. Il tuo libro all’inizio parla della tua vita, di quando eri un ragazzino delle medie proprio come me ed eri sempre arrabbiato (anch’io molte volte mi arrabbio per cose banali, ma alla fine sorrido). Ti piaceva ascoltare la musica rap, cosi crescendo hai partecipato a delle sfide vincendo. Prima della finale il tuo nome era Emilietto che poi è diventato Emis, il tuo soprannome, e Killa che deriva da “killer”, il nome che ti davano i tuoi avversari. Ho letto che di notte tu e i tuoi amici vi trovavate per disegnare dei graffiti in alcuni posti. Mi è piaciuto quando hai raccontato le avventure di tuo papà, perché mi facevano ridere, soprattutto quando si è messo in mezzo alla strada a dirigere il traffico, lui era malato e aveva una doppia personalità, infatti se si metteva l’impermeabile diventava cattivo e bisognava stargli lontani. In un giorno di febbraio 2009 è morto, a te è dispiaciuto molto perché volevi che ti vedesse quando facevi i concerti. A tuo papà hai dedicato anche una canzone “Il King”, che significa “il re”. Questo libro si chiama “Bus 323” perché prendevi sempre questo autobus che ti portava dalla tua cittadina fino a Milano. Avrei alcune domande da farti: perché scrivi sempre della tua città? E vorrei sapere perché ti sei paragonato a Balotelli? Il tuo libro mi ha fatto capire che per raggiungere un obiettivo bisogna faticare, che non esistono “scorciatoie” e che la vita bisogna costruirla mattone dopo mattone. Ho anche un’altra domanda: perché i rapper sembrano sempre arrabbiati? Secondo me il tuo libro è stato molto coinvolgente, ogni domenica mi alzavo presto per leggerlo. Prima di salutarti voglio chiederti un’ultima cosa, nella prossima lettera devo chiamarti Emiliano o Emis Killa? Perché ho letto che Emiliano è buono con gli amici, mentre Emis Killa vuole sempre aver successo e ha sempre delle pazze idee, quindi sono due personalità molto diverse. Ora ti saluto, ma voglio una risposta … Aspetto che esca il tuo prossimo disco per comprarlo e ascoltarlo.
P.S.: come fai a parlare così veloce quando canti?
Ciao, a presto da
Manuel

Altri testi da menzionare sono quelli di: Frasson Angela I A, Lothar Antonio Bezzon II G, Bassani Elisabetta III A, Marcati Jessica III C, Pinato Gaia III C, Zimmitti Luca III C, Grosselle Letizia III F

mercoledì 24 giugno 2015

Noi lettori

Questa sezione ospiterà i suggerimenti di lettura che tutti gli amici della Biblioteca Valgimigli invieranno all’indirizzo scuola.valgimigli.biblioteca@gmail.com


Se  hai  letto un  libro  che  ti  è  piaciuto,  che  hai  trovato particolarmente  avvincente  o  interessante  scrivici! Aspettiamo i tuoi consigli!

domenica 13 ottobre 2013


Buongiorno a tutti, io sono Elena un'alunna della scuola Valgimigli e ho letto un libro molto interessante, anzi tre libri che per la curiosità mi hanno tenuta sveglia fino a mezzanotte.
Si tratta di Cuore d'inchiostro, Veleno d'inchiostro e Alba d'inchiostro; molto entusiasmanti.
Non dico altro, non vorrei rovinare la sorpresa =)


martedì 8 ottobre 2013

La fiera delle parole



Dall'8 al 13 ottobre nella nostra città c'è  La Fiera delle Parole
ecco il link al programma
http://www.lafieradelleparole.it/programma/index.php

lunedì 23 settembre 2013

Ciao a tutti gli alunni dell'Istituto Comprensivo Valgimigli!
Mi chiamo Livia Rocchi e ho conosciuto alcuni di voi l'anno scorso quando ho tenuto un corso di scrittura creativa alle prime medie.
Su invito delle vostre prof volevo segnalarvi dei libri che trovo molto belli.

Il primo è Miss Charity della geniale scrittrice francese Marie-Aude Murail.
La Murail ha dichiarato di essersi ispirata un po' alla vita di un'altra scrittrice di libri per bambini e ragazzi: Beatrix Potter. Da lei ha preso alcuni spunti per raccontare come poteva essere la vita di una ragazzina di buona famiglia nell'Ottocento e per dimostrare che essere rinchiusi in una gabbia dorata non è certamente desiderabile. 
Sono sicura che l'umorismo con cui la Murail descrive le faticose conquiste di Charity sarà un incoraggiamento per scoprire (magari tra qualche anno) una grande scrittrice inglese, un po' più complessa della Murail ma altrettanto geniale: Jane Austen.

Per chi ama la scienza ma vuole anche valutare i suoi limiti, i risvolti negativi della "ricerca del sapere", consiglio The frozen boy, di Guido Sgardoli. Racconta la storia di un bimbo che verso la metà dell'Ottocento sta viaggiando con la sua famiglia su una grossa imbarcazione. La nave fa naufragio e di colpo ci ritroviamo in Groenlandia, a metà del ventesimo secolo. Uno degli scienziati che hanno contribuito a costruire la bomba atomica è in preda al rimorso per tutte le vite che ha distrutto e anche per non essere stato molto presente nella vita del figlio, morto durante la guerra. Sarà lui a ritrovare dentro una lastra di ghiaccio il corpo del ragazzino e a prendersene cura quando il bimbo riprenderà miracolosamente a vivere. Non mancheranno le difficoltà: il ragazzo parla una lingua incomprensibile e invecchia molto velocemente, l'esercito vorrebbe "studiarlo" come se fosse un oggetto e non una persona...
Una storia drammatica ma piena di amore e spunti di riflessione su temi profondi come i limiti della scienza, il rimorso, il perdono e la paternità.
Sono due libri stupendi, li consiglierei soprattutto alle terze medie.

Alle seconde, sempre di Marie-Aude Murail, consiglierei Mio fratello Simple. Simple, ha 23 anni anagrafici ma sente, pensa e si comporta come un bambino di tre. Di lui si prende cura il fratello minore, Kléber, per evitargli di "vivere" nell'istituto a cui era stato destinato dal padre. Quando i due fratelli vanno a vivere in un appartamento con dei giovani universitari, Simple creerà mille problemi. Riuscirà, nonostante tutto, a farsi amare dai suoi coinquilini?

Alle prime medie invece vorrei segnalare un libro che non finirei mai di rileggere: è "GGG" di Roald Dahl.
GGG è un acronimo (cos'è un acronimo? Cercate sul vocabolario, se rimangono dei dubbi ve lo spiego... alla prossima puntata). Sta per Grande Gigante Gentile e racconta la storia di una bambina che viene rapita da un gigante gentile, un gigante più piccolo dei suoi "colleghi" e molto molto molto più buono dato che distribuisce bei sogni ai bambini invece di mangiarseli. Nonostante tutte le differenze, e l'inizio che non è certo dei migliori, bimba e gigante potranno diventare amici?

Spero che troverete i miei consigli interessanti. Se volete, aspetto i vostri giudizi su questi libri